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Palazzo Gottifredo

Palazzo Gottifredo

Dimore storiche della Ciocaria

Palazzo Gottifredo, conosciuto anche come “Le case grandi”, si trova ad Alatri ed è una delle più importanti costruzioni civili del Medioevo presenti nel Lazio. Fu fatto erigere da Gottifredo di Raynaldo, ricco feudatario alatrense e dotto diplomatico pontificio, intorno al XIII sec. come residenza personale. La posizione non è affatto casuale, il palazzo è collocato proprio nel centro della confluenza di tre importanti vie della città: Via di San Francesco, Corso Vittorio Emanuele e Corso Cavour. Palazzo Gottifredo è in realtà un vero e proprio complesso monumentale costituito da una parte centrale e da due torri, una sul trivio ed una sul lato opposto alta 20 metri; con grande probabilità la torre d’angolo sul trivio è di epoca romanica ed esisterebbe ancor prima dell’edificazione del complesso centrale che deve essere stato realizzato in un secondo momento ispirandosi al modello tipico della casa-torre medievale con tanto di portico interno. “Sulla facciata sono presenti sia finestre piccole del tipo strombato di taglio difensivo, sia grandi bifore ad arco o architravate. Al pian terreno si trovavano le scuderie ed i servizi, in quello nobile intermedio, scandito da tre grandi archi a tutto sesto, vi erano la sala e gli appartamenti che costituivano l’abitazione del cardinale; infine l’ultimo piano era riservato ad un’aula magna, realizzata in un unico volume, con copertura a tetto sorretta da tre maestosi archi ogivali in pietra, il cui sistema costruttivo, già adottato in varie altre coeve e poco distanti architetture gotiche, assumeva qui particolare importanza per la temerarietà di cui avevano dato prova i suoi edificatori. La pietra calcarea locale utilizzata per la sua costruzione, levigata con estrema cura, dà luogo ad una massa bidimensionale che si sviluppa per filari austeri e semplici linee. Il pieno delle pareti prevale sul vuoto degli ordini di finestre e feritoie, aperte nel corso dei secoli, in modo da suggerire ancora oggi un’impressione di unità, forza ed eleganza”. (Enrico Pavone, Progetto di restauro del palazzo Gottifredo in Alatri, in “Bollettino di Storia e Arte del Lazio Meridionale”, IV, 1966). Fino a quando il cardinale fu in vita, il palazzo rappresentò il centro della vita politica locale, ma quando poi morì, seguì un periodo di decadenza. Intorno alla metà del 1300, l’Italia centrale fu sconvolta da un potente terremoto che provocò ingenti danni, anche il palazzo subì danni importanti: la parte centrale crollò collassando su se stessa. Al posto del salone dell’ultimo piano fu realizzato un cortile. Vennero inoltre ricostruiti due corpi di fabbrica. Altri interventi furono necessari nel corso dei secoli a causa di altri terribili terremoti come quello avvenuto a Sora nel 1654 e dopo nel 1703.

Giovanni Fontana e Alfredo Spalvieri

I lavori più importanti iniziarono in epoca più recente, dal 2006 in poi è stata avviata l’azione di restauro, gli architetti Giovanni Fontana e Alfredo Spalvieri hanno riproposto l’originale tipologia strutturale per setti ad arco. Dopo più di 650 anni, l’ultimo piano è stato così integralmente ricostruito, mentre gli archi al livello intermedio sono stati lasciati in vista salvando gli spazi risalenti al XVIII secolo. Attualmente il palazzo ospita il Museo Civico di Alatri, articolato su 5 livelli, istituito nel 1934 ma in funzione continuativa dal 1996.


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a cura di
Chiara Carla Napoletano


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